
Tra i compiti del medico ospedaliero c'è anche quello di redigere la Scheda di Dimissione Ospedaliera (SDO), indicando in codice ICD-9-CM le diagnosi e le procedure diagnostiche e terapeutiche che hanno caratterizzato un ricovero.
La SDO, che per la normativa italiana è parte integrante della cartella clinica, rappresenta la fonte informativa per la versione 24 dei DRG (Diagnosis Related Groups), l’attuale sistema di classificazione dei ricoveri ospedalieri. Si tratta di un complesso sistema isorisorse che ha dato origine a tante critiche, anche ad alcune interpretazioni fuorvianti od opportunistiche, ma che in tutto il mondo ha contribuito da decenni a misurare la "produzione" di salute.
I Sistemi Sanitari Regionali, però, utilizzano anche altri sistemi di classificazione. Gli APR-DRG, per esempio, sono utilizzati per identificare il rischio di morbilità e mortalità di un episodio di ricovero.
Parallelamente all’evoluzione dei sistemi di classificazione, da alcuni anni si è prepotentemente aperta la questione dell’appropriatezza organizzativa delle prestazioni sanitarie. Il grande consumo di risorse economiche, infatti, spinge le Regioni a ricorrere al PRUO (Protocollo di Revisione per l’Uso dell’Ospedale), alla produzione di linee guida e all’adozione di regole normative per la corretta individuazione sia del DRG sia del livello sanitario più idoneo per la complessità assistenziale. E’ ormai indispensabile orientarsi consapevolmente tra ricoveri ordinari, day hospital con o senza pernottamento e day service ambulatoriale, ma le informazioni che il medico coglie al riguardo sono spesso poco chiare e in apparenza contraddittorie.
Comprendere gli elementi essenziali dei DRG non solo è un obbligo in vigore dal 1995 ma può aiutare a comprendere l'appropriatezza di un ricovero, migliorando la qualità dell'assistenza.
I DRG in vigore dal 1 gennaio 2009 (151 Kb).